Tra influenze eterogenee, produzione istintiva e una forte urgenza emotiva, i Fading Into Silence raccontano come “Falling In Again” sia diventato il punto di partenza del loro progetto. Un’intervista che esplora ispirazioni, identità sonora e la volontà di costruire un rapporto autentico con chi li ascolterà dal vivo.
“Falling In Again” racconta un ciclo che si ripete, un ritorno doloroso ma familiare. Quanto è importante per voi raccontare la parte più vulnerabile dell’essere umano?
Per noi è fondamentale. Le emozioni più fragili sono quelle che spesso cerchiamo di nascondere, ma sono anche le più vere. Raccontarle ci permette di essere onesti con noi stessi e di creare un legame più profondo con chi ascolta. Sono proprio quelle emozioni che ci danno ispirazione per scrivere canzoni e che solo in questo modo riusciamo a esorcizzare.

La vostra musica unisce intensità emotiva e potenza sonora. Pensate che il metalcore moderno sia il linguaggio giusto per parlare di sentimenti profondi?
Assolutamente, proprio perché ti permette di esprimere tutto senza filtri. Il contrasto tra melodia, scream, elettronica e parti più pesanti è perfetto per raccontare emozioni che non sono mai semplici o lineari. È un genere che può essere aggressivo e fragile allo stesso tempo, ed è proprio lì che troviamo il nostro spazio.
Nel brano c’è una forte tensione tra luce e oscurità. Da dove nasce questa doppia identità che caratterizza il vostro sound?
Nasce sicuramente dalle nostre influenze e da come viviamo la musica. Ci piace lavorare sui contrasti perché rispecchiano bene la realtà: nessuno è solo “luminoso” o solo “oscuro”. Inoltre, questa dualità si lega al tema della canzone, che racconta le diverse fasi di una relazione tossica. Ogni sezione del brano riflette un’emozione diversa, e da lì nasce in modo spontaneo questo continuo gioco tra luce e ombra.
La sezione centrale del singolo sembra quasi sospesa, un respiro prima dell’impatto. Quanto conta per voi costruire tensione narrativa nei vostri pezzi?
Conta molto. Ci piace che ogni brano sia un piccolo viaggio, con momenti di respiro e momenti in cui tutto esplode. Quei secondi più “tranquilli” sono fondamentali per dare il giusto peso al breakdown quando arriva. Spesso l’impatto di una parte pesante dipende più dalla preparazione e dalla tensione che costruisci prima, che dal breakdown in sé.
Il tema del “ricadere” può parlare a chiunque. Qual è il messaggio che sperate arrivi ai vostri ascoltatori?
Che non siamo soli quando cadiamo negli stessi errori. Succede a tutti, anche a noi, e non c’è nulla di cui vergognarsi. Se la canzone aiuta qualcuno a riconoscersi, o anche solo a dare un nome a quello che prova, allora ha già fatto quello che doveva fare.
Dopo questo debutto, quali sono i prossimi passi dei Fading Into Silence e come immaginate la vostra crescita artistica nei prossimi mesi?
Stiamo già lavorando ai prossimi singoli e vogliamo portarli dal vivo il prima possibile. Questo è solo l’inizio, e il nostro obiettivo è continuare a crescere passo dopo passo, costruendo un suono sempre più definito e un rapporto reale con chi ci seguirà sotto il palco e online. “Falling In Again” è la porta d’ingresso: il resto arriverà molto presto.











