ENRICO PIERANUNZI - BEBO FERRA
Evanscape
Bonsai Music
2026
Enrico Pieranunzi, invece, quella disposizione interiore ce l’ha da sempre. Il suo legame con Evans non è episodico né superficiale: gli ha dedicato un libro, poi un disco con i fiati, “Evans Remembered” del 2001, e soprattutto un lungo processo di assorbimento silenzioso. Con “Evanscape”, registrato a Meudon nel maggio del 2025 e pubblicato da Bonsai Music il 24 aprile 2026, questo rapporto arriva a una nuova maturazione che porta a ridurre quel linguaggio all’essenza, riscriverlo per nuovi punti di ascolto e offrirgli prospettive che non fossero le sue.
La scelta di lavorare in duo con Bebo Ferra si rivela centrale. Ferra, chitarrista sardo, è uno di quei musicisti che sanno attraversare mondi diversi senza smarrire la propria voce. Nel suo suono si colgono echi di Jim Hall e Bill Frisell, ma il suo fraseggio rimane essenziale, introverso e più orientato alla sottrazione che all’accumulo.
Bill Evans, del resto, aveva già indagato il dialogo tra pianoforte e chitarra in “Undercurrent” del 1962 e “Intermodulation” del 1966, entrambi con Jim Hall. In quella formazione aveva trovato uno spazio ideale, leggero e trasparente, quasi cameristico, libero dalla presenza più marcata della sezione ritmica. Pieranunzi riparte da quella stessa intuizione, ma la conduce in un’altra direzione. Se Hall parlava con Evans una lingua armonica in parte condivisa, Ferra introduce invece una distanza preziosa dove ascolta, rilancia e soprattutto sa sottrarsi quando serve.
Nel duo piano-chitarra il pericolo è noto: due strumenti armonici possono facilmente invadere lo stesso spazio e appesantire il discorso. In “Evanscape” questo non accade mai. Ferra occupa la zona intermedia con grande misura, senza contendere al pianoforte il cuore della densità armonica. Le sue linee sembrano velature leggere su una superficie già definita: aggiungono profondità, orientano il colore, ma non alterano l’equilibrio complessivo.
Anche il repertorio rivela una scelta lucida. Su undici tracce, Evans compare solo tre volte: con Song for Helen, pagina tarda del 1978 dedicata a Helen Keane; con Very Early, scritto negli anni universitari in Louisiana e tra i suoi brani più raffinati sul piano armonico; e con Once Upon a Summertime di Legrand e Barclay, standard che Evans ha frequentato tanto da lasciarvi un’impronta quasi definitiva. Tutto il resto è firmato da Pieranunzi e Ferra. Ed è proprio questo a chiarire il senso dell’album: parlare di Evans senza riprodurlo.
Passing Shadows, già presente in “Evans Remembered” nella versione del 2001 con i fiati, riappare qui in una forma completamente spogliata. Niente batteria, niente sassofono, solo una melodia su un equilibrio sottilissimo. È forse il momento in cui appare più chiaramente quanto Pieranunzi abbia assimilato il linguaggio evansiano fino a farlo diventare materia propria.
Diego Imbert compare al contrabbasso soltanto in due brani, “Song for Helen” e “Calling Enrico” di Ferra, e anche questa scelta sembra perfettamente coerente con l’idea del disco. Il suo intervento aggiunge profondità e appoggio, ma non altera la natura essenziale del progetto.
A tenere lontano il rischio del manierismo è soprattutto la solidità della scrittura di entrambi. Twoliness di Pieranunzi richiama fin dal titolo Two Lonely People di Evans, ma musicalmente sceglie un’altra strada. Incanto e Calling Enrico di Ferra, invece, introducono un respiro più mediterraneo, quasi estraneo al paesaggio evansiano. Ed è proprio in questi scarti, in queste differenze non nascoste, che il disco trova la sua verità.
Registrato in soli due giorni con Julien Bassères al suono, “Evanscape” conserva una freschezza quasi da esecuzione dal vivo, con pochissimi interventi correttivi. Per una musica che si nutre di respiro, sospensione e silenzio, difficilmente si sarebbe potuta immaginare una scelta più giusta.
Musicisti:
Enrico Pieranunzi, pianoforte
Bebo Ferra, chitarre
feat.
Diego Imbert, contrabbasso (brani 2 e 10)
Tracklist:
- Dreams and the Morning (E. Pieranunzi)
- Song for Helen (B. Evans)
- Passing Shadows (E. Pieranunzi)
- Incanto (B. Ferra)
- Il Giardino di Anne (E. Pieranunzi)
- Very Early (B. Evans)
- Twoliness (E. Pieranunzi)
- Siren’s Lounge (E. Pieranunzi)
- Once Upon a Summertime (M. Legrand, E. Barclay)
- Calling Enrico (B. Ferra)
- Evanscape (E. Pieranunzi)
Link:
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Bonsai Music








