Al Teatro Trianon Viviani, domenica 19 aprile Cerone, il nuovo progetto del trombettista Ciro Riccardi, ha incrociato le traiettorie di Libera Velo, in arte ’A Sguarrona. Ne è scaturito un laboratorio sonoro dove il jazz d’avanguardia si è fatto manifesto di una Napoli moderna e indipendente, capace di rispondere all’impietoso scenario internazionale con l’arma del dissenso.
Sotto la superficie di ‘Ncopp’a ‘sta terra, album di debutto di Riccardi, influenze elettroniche e venature soul rileggono il dialetto come lingua del presente. Riccardi ha guidato il pubblico tra le strade e le periferie di Napoli raccontate in Cinema Pierrot, mentre in Si ‘o munn adda’ ferni’ il suono si è fatto riflessione sulla fragilità della quotidianità con l’invito a non perdere la speranza, ma a continuare ad immaginare il futuro.
Libera Velo ha iniettato la sua vulcanica dose di energia civile, unendo la poetica di Cerone al repertorio della Sguarrona: un viaggio tra la Napoli del ‘900 e lo spirito antirazzista del Two-Tone. Tra i momenti più densi, l’esecuzione di Arrassusia, scongiuro e speranza contro la malasorte, Cricche senza peli sulla lingua, la cruda ’U mare nun sò ll’onne, racconto di naufragi e migrazioni e gli omaggi a figure come Viviani, Maria Luisa d’Aquino e altre Maestre della cultura campana poco conosciute al mainstream.
A sostenere queste inedite sonorità una formazione d’eccellenza: il drumming di Salvatore Rainone e il basso di Vincenzo Lamagna, le tessiture elettroniche di Roberto Porzio e i sassofoni di Alessio Castaldi arricchite dal fraseggio lucido e viscerale di Pietro Santangelo al sax tenore, hanno dato corpo alle visioni di Riccardi e Velo.
Pietro Santangelo, assolo su Mater Dei
In un mondo che chiede distrazione, lo spettacolo ha offerto una narrazione onesta, un manifesto di attivismo politico e poetico. Tra jazz e verità, Napoli ha confermato di saper ancora cercare la propria strada verso un “mondo possibile”.
Teatro Trianon Viviani, Napoli
19 aprile 2026












