La minestra è quella ma volendo sempre vincente e di potenza assai maggiore. Suonano come l’arte prevede, puntuali, monolitici nelle esecuzioni, di Metal, di pop, di rock, di spinette antiche e whistle irlandesi… nonostante l’elettronica imperi nell’impero, nonostante lorsignori ne fanno un uso non smodato e sicuramente rispettoso. Si intitola “Valvassori del BardFolk” l’ennesimo capitolo di chi forse ha sbagliato epoca per nascere e vestirsi. Sono i Bardomagno capitanati da Valerio Storch, sono i valvassori di questo nuovo genere coniato col timbro di BardFolk, sono fieri delle featuring di Valerio Landini e di Lorenzo Baglioni: manco a dirlo che l’ironia è di casa e detta legge. Niente di nuovo sotto al sole di questo rock medievale dei tempi nostri. Ma ce ne fossero di dischi suonati per davvero e suonati per davvero così bene…

 

BM_Valvassori_CoverDel suono dei Bardomagno ormai ne siamo consapevoli… ha senso dirvi che dalla vostra c’è più il gusto della rievocazione più che la ricerca di nuove cose?

Beh, sicuramente ha senso. Dal punto di vista squisitamente musicale, non abbiamo la pretesa di proporci come degli inventori di un genere totalmente nuovo: ma del resto nel 2025, si tratterebbe di una sfida molto difficile, se non impossibile. Quello su cui cerchiamo di avere un’impronta molto riconoscibile, invece, è il concetto generale che sta dietro quello che facciamo, ossia fondere in un unico elemento satira/umorismo, storia/divulgazione, e rock/folk medievale. In quest’ottica, definire la nostra musica puramente rievocativa per noi è riduttiva: noi cerchiamo prima di tutto di divertire l’ascoltatore.

E visto che ormai siamo una società di macchine digitali: in che modo avete usato (se l’avete fatto) l’elettronica? O in che modo ne contemplereste l’uso… in futuro?

Purtroppo, i tempi impongono di utilizzare gli strumenti elettronici in quasi tutti i passaggi della produzione di un disco, dalla registrazione al mixaggio ecc. Sappiamo che sono “mefistofeliche inventioni”, ma siam certi che Bernardo Gui non ci brucerà sul rogo per questo… anche perchè è gia morto! Restringendo il focus della domanda ai soli strumenti: ci piace scegliere cosa utilizzare senza preconcetti, in base a quello che il brano richiede, pur cercando di mantenere il più possibile lo spirito feudal / medievale che ci contraddistingue. Sicuramente brani come “Cerveza Y Latifondo” (in stile reggaeton), o “Indovina L’eresia” (in stile sigla cartoni animati) hanno richiesto l’utilizzo di qualche strumentazione non propriamente medievale

E quindi, restando sul tema: la sperimentazione? È da contemplare nell’a gerla dei vostri obiettivi stilistici?

Sicuramente ci piace spaziare molto tra i generi, cercando di non focalizzarci solo su un sound specifico. Nell’ultimo nostro disco, “Valvassori Del Bardfolk” abbiamo voluto spaziare un pò di più, muovendoci dal rock ai balli latino americani (o meglio: balli In latino Domenicani), passando anche dalle sopracitate sigle dei cartoni animati, e da atmosfere più oniriche e contaminate come quelle di “Terre D’Arda”. Quest’ultimo brano, lo riteniamo una delle nostre sperimentazioni più interessanti.

E una lettura vostra personale di questo titolo “Valvassori Del BardFolk”? Che significato “sociale” c’è (se c’è) dietro questo nuovo genere musicale che chiamate “BardFolk”?

Per noi è difficile dare un significato sociale al genere “BardFolk”. L’abbiamo scelto semplicemente perché nessun altro ha dichiarato esplicitamente di farlo, e quindi è più facile per noi vantarci di essere i Valvassori… Essendo gli unici, possiamo utilizzare il titolo che preferiamo. Poi c’è chi potrebbe obiettare che il titolo, così come la canzone, sono un riferimento al disco e brano “Kings Of Metal” dei Manowar, ma queste sono solo illazioni.

Oltre ai soliti ingredienti del rock e del pop moderno troviamo anche strumenti di più sfacciata estrazione classica se non addirittura della tradizione. Sono reali o figli delle macchine digitali? E come li avete scelti e perché?

Si, appoggiato alla base più moderna e rock/pop, ci piace utilizzare strumenti che coprano tutta l’era Feudale, che, per convenzione e con nostro grande sconforto, si assume sia durato fino alla Rivoluzione francese! Detto questo, le scelte di solito vertono in realtà su un insieme di strumenti abbastanza ben consolidato: Clavicembalo, cittern / bouzouki (che di fatto mimano le sonorità del liuto), flauti e cornamuse… Il motivo della scelta? beh sono gli strumenti che possiamo suonare più facilmente dal vivo (grazie all’apporto del nostro tastierista Beroardo Arpeggiapalle ed il nostro Flautista/Cornamusista/Bouzoukista Svenwalter Lo Normanno)

E dunque, a proposito di antichità… il vinile dei Bardomagno?

Il vinile è in corso di produzione, speriamo di riuscire ad averlo già a fine mese al Lucca Comics, dove sarà presente Feudalesimo E Libertà nel solito stand, e sicuramente nel nostro club tour promozionale in partenza a novembre!