Di Donatella delle Cese


UMBRIA JAZZ 2018

Kyle Eastwood, Pat Metheny e Sergio Cammariere

Kyle Eastwood, Pat Metheny e Sergio Cammariere

Giovedì 19 luglio è una giornata speciale per Umbria Jazz: la musica sarà davvero per tutti i gusti, perché si spazierà dal jazz dall’animo contemporaneo di Kyle Eastwood, figlio del noto e fascinoso regista ed attore cinematografico Clint. Si passerà dunque ai virtuosismi chitarristici di Pat Metheny, prima di chiudere la giornata, cullati dalla dolce voce e dal tocco pianistico di classe di Sergio Cammariere.

Ma procediamo con ordine…i Funk Off marciano puntuali lungo il Corso Vannucci, aprendo con la loro verve questa giornata musicale.

 

Al termine della loro performance, ci spostiamo ai Giardini Carducci, dove, alle 13,00, possiamo apprezzare il talento del quartetto di Claudio Jr De Rosa: un repertorio di jazz puro, che prevede sia brani originali, che standard come I Love You, Closed Eyes, Interlude, Hard Influences, Jamalama.

I brani originali sono per lo più tratti dal suo ultimo lavoro discografico, “Groovin’ Up”. Nel bis ci regala anche un inedito: Jazz Bike, che sarà inserito nel suo prossimo progetto discografico.

 

Dopo una breve pausa musicale, ci rechiamo al Teatro Morlacchi, dove si esibisce il Fabrizio Sotti Trio. Sotti si trasferisce negli Stati Uniti a 16 anni con l’obiettivo di diventare il più grande chitarrista jazz del mondo. Studia e suona moltissimo, ma si rende conto che, per poter ulteriormente migliorare, deve conoscere ancor meglio la musica.

Diventa così anche produttore, uno di quelli che prendono le composizioni musicali e le fanno diventare esattamente ciò che noi ascoltiamo nei dischi.

La band, composta da Sotti alla chitarra, Peter Slavov al basso e Clarence Penn alla batteria – con il quale Sotti collabora dal 1996 – ci intrattiene con un repertorio variegato, dagli standard ai pezzi originali: Redention, Softly fino ad un brano a sorpresa per il bis.

 

Passando per i Giardini Carducci, sentiamo risuonare l’intercalare ‘PArugia!’ che Rockin’ Dopsie Jr utilizza per attirare l’attenzione del pubblico: divertente ed allegro, tra una romantica Hey Jude ed una graffiante I Feel Good, è certamente uno dei personaggi più estrosi di questa edizione del festival.

 

Alle 21,00 ci rechiamo all’Arena Santa Giuliana, dove si esibisce Kyle Eastwood.

Virtuoso del contrabbasso e compositore, ci regala 40 minuti di pura poesia: brani da colonna sonora cinematografica come il tema di Ennio Morricone del film Nuovo Cinema Paradiso, rivisitati in chiave jazz, ci fanno andare letteralmente in visibilio.

Non mancano gli omaggi, graditissimi, ai grandi del Jazz come Boogie Stop Shuffle di Mingus.

Un quintetto davvero speciale, con Andrew McCormack al pianoforte, Quentin Collins alla tromba, Brandon Allen al sax e Chris Higginbottom alla batteria.

Cambio palco ed eccoci al cospetto del grande Pat Metheny, che, con il suo quartetto, ci propone il suo show “An Evening With Pat Metheny”, il medesimo spettacolo che aveva offerto in beneficenza lo scorso maggio, quando si esibì al teatro Lyrics di Assisi. I proventi del concerto furono infatti devoluti alle popolazioni terremotate dell’Umbria, regione a cui Metheny si sente particolarmente legato.

Il quartetto con cui si esibisce, è frutto di un sodalizio artistico rodato da un anno di esibizioni live: il tastierista Gwilym Simcock, la contrabbassista Linda May Han Oh ed il batterista messicano Antonio Sanchez accompagnano la magia della chitarra di Metheny in maniera sopraffina.

Vari brani nascono dalla scrittura a quattro mani di Metheny e May come Travels, James e Minuano; una scaletta ricca e variegata, che conquista la platea del Santa Giuliana, pezzo dopo pezzo: Maile Peace in apertura, Have You Heard, Iniquity, The Red One, Phase Dance, Question And Answer e gran finale con Are You Going With Me.

 

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Foto di Carla Dell’Aversana

Una vera e propria corsa è quella che facciamo su per le scale della Rocca Paolina per arrivare al concerto ‘round Midnight del Teatro Morlacchi, che vedrà esibirsi la classe di Sergio Cammariere al pianoforte ed alla voce, insieme alla sua famiglia musicale: l’eleganza di Luca Bulgarelli al contrabbasso, il tocco di Amedeo Ariano alla batteria, l’energia di Bruno Marcozzi alle percussioni e l’apporto stilistico di Daniele Tittarelli al sax contralto.

Grandissimo entusiasmo tra il pubblico, che tributa scroscianti applausi a questo talentuoso ensemble, mentre scorrono i brani: il Tema Di Malerba, un dolce piano solo, apre la scaletta; che si snoda con la delicata Mano Nella Mano, per poi sfociare nella più ritmata Sorella Mia.

Di nuovo atmosfere romantiche con la graditissima Le Porte Del Sogno, seguita dalla hit sanremese del 2008, L’Amore Non Si Spiega, dedicata alla memoria dello scomparso Sergio Bardotti.

Si continua con un alternanza di brani più ritmati e cadenze più pacate: la tenerezza di Per Ricordarmi Di Te è seguita dal ritmo più incalzante di Tempo Perduto.

Un “cambio di programma” Last minute, per un gruppo musicale di grandissimo affiatamento – suonano insieme infatti da circa vent’anni – ed ecco un altro piano solo, una versione davvero speciale de Il Pane, Il Vino E La Visione.

Di nuovo il brio a farla da padrone nella coinvolgente Dalla Pace Del Mare Lontano, prima del capolavoro del Sanremo 2003, Tutto Quello Che Un Uomo, che ha consacrato il talento di Cammariere al grande pubblico.

Dopo un duetto ormai di “rito” con il pubblico, che canta insieme alla band parte del brano, bis con la sempre affascinante Via Da Questo Mare, una dedica di cuore alla terra di Calabria, che ha dato i natali al cantautore.

 

Che magia in questa notte di note, sembra che anche le stelle in cielo siano più brillanti del solito…


Pubblicata il 23/07/2018