Di Donatella delle Cese


UMBRIA JAZZ 2017

Omaggi per Monk e Gil Evans

Omaggi per Monk e Gil Evans

Perugia, 15 luglio 2017

Il sole splende su Perugia ed un fresco venticello rende più sopportabile il caldo cittadino; si marcia con i Funk Off, che oggi sono dirottati prima in una pittoresca è graziosa piazzetta situata in un caratteristico vicoletto perugino, poi verso l’hotel che li ospita durante il loro soggiorno cittadino, nel quale si divertono ad entrare ed uscire, suonando, dalle due porte della hall.

Ci rechiamo quindi ai Giardini Carducci, dove si esibiscono gli spettacolari e coinvolgenti Huntertones, per la prima volta ad Umbria Jazz.

Direttamente da Brooklyn, presentano un accattivante repertorio misto di soul, jazz, funk, R&B, rock ed hip hop.

Il loro nome deriva dall’appartamento di Hunter Avenue dove si incontravano per provare il loro repertorio, ai tempi degli studi universitari.

Sono davvero bravi e talentuosi; i singoli membri del gruppo sono dei leader del rispettivo strumento e si esibiscono, negli Stati Uniti, collaborando con artisti noti come Jon Batiste e Ricky Martin.

Alle ore 17,00 al Teatro Morlacchi va in scena un concerto davvero speciale, certamente la chicca intimistica di questa edizione di UJ: 5 By Monk By 5. Su due pianoforti gran coda, si esibiscono cinque immensi pianisti, che tributano a Theolonious Monk, nel centenario dalla sua nascita, un omaggio di classe ed al top della forma artistica.

Kenny Barron, Cyrus Cestnut, Benny Green, Dado Moroni ed Eric Reed, si alternano dapprima a coppie, esibendosi magnificamente sui brani monkiani. Non vola letteralmente una mosca e gli spettatori di platea e palchi, in una sala sold out, sono rapiti dalla bravura di questi immensi musicisti.

Molto coinvolgente è la ‘maratona’ che vede, per un paio di brani, alternarsi tutti e cinque i pianisti in una soluzione di continuità che vede il dito del predecessore alzarsi dall’ultimo tasto del piano percosso, soltanto quando il successore ha poggiato la sua mano sulla tastiera.

La standing ovation ed i battiti dei piedi sul pavimento di legno ad invocare il bis, li riportano sul palco per un gran finale davvero con i fiocchi.

Tornando in hotel, ci fermiamo ad ascoltare nuovamente i Funk Off perché, come dice un loro brano, ‘il Funk Made In Vicchio Non Ci Basta Mai’.

Dopo una pausa di riposo, torniamo ai Giardini Carducci dove possiamo apprezzare la Delta Wires Blues Band: il loro blues puro, tipico del Delta, viene da Oakland, nella zona di San Francisco Bay. Anche per loro si tratta di un esordio ad UJ, ma vantano una carriera prestigiosa negli USA, che gli ha permesso di collaborare con grandi nomi della scena musicale americana, di partecipare a numerosi importanti festival ed eventi e di ottenere diversi prestigiosi riconoscimenti.

Sono davvero bravi ed il pubblico tributa loro numerosi applausi ed ovazioni giustamente entusiastiche.

Ci spostiamo in Piazza IV Novembre, dove i Funk Off terranno il loro unico concerto on stage per questa edizione di UJ: la piazza è gremita ed i magici quindici sono in grandissima forma; ci regalano una carica fortissima alternando alcuni brani inediti del loro repertorio, come Perugia 0 e Bye Bye Blues; non mancano tantissimi dei loro applauditissimi classici, come Uh Yeah!, Istambul, 1,2,3, Funky Fonchi, Aow. Gran finale con FMIV, coinvolgentissima, che viene richiesta a gran voce dalla piazza.

Giusto in tempo per correre al Teatro Morlacchi, dove, per il ‘Round Midnight, va in scena l’omaggio a Gil Evans: Quiet Night & The Sketches Of Spain.

In scena l’Umbria Jazz Orchestra, composta per l’occasione da Jay Anderson al contrabbasso, Steve Wilson ai sassofoni, Lewis Nash alla batteria e diretta dal maestro Ryan Truesdell. Special guest il trombettista Paolo Fresu.

Dopo l’evento musicale andato in scena ad UJW#24 lo scorso inverno ad Orvieto e dedicato ad Evans con Paolo Fresu tromba solista – durante il quale furono proposte le musiche di Porgy & Bess e Miles Ahead – , Truesdell stavolta ha scelto brani tratti dai lavori Sketches Of Spain e Quiet Nights.

Una chiusura in bellezza per una giornata di grande musica, davvero a 360 gradi.


Pubblicata il 16/07/2017