Di Donatella delle Cese


UMBRIA JAZZ WINTER

Le voci di Allan Harris e Nick The Nightfly riscaldano Orvieto

Le voci di Allan Harris e Nick The Nightfly riscaldano Orvieto
Giornata fredda e leggermente nebbiosa oggi ad Orvieto… conviene raggiungere i Funk Off, che oggi si dirigono nel quartiere medioevale della Cava, caratterizzato da pittoresche stradine in salita e discesa che conducono al pozzo della Cava, un interessante sito archeologico nel quale è inserito, nel periodo natalizio, un suggestivo presepe a tema sempre diverso.
Ci riscaldiamo quindi, muovendoci e ballando al ritmo del Funk Made In Vicchio: vari i brani proposti, come Shangai Tox, Waking Up At UJ, It’s OK e Big Dog.
Dopo una pausa pranzo in una taverna tipica, scavata nel tufo,  facciamo un salto al Palazzo dei Sette, meeting point, per “un assaggio” del concerto di Nick The Nightfly, una delle più belle voci del panorama radiofonico italiano.
Camminando per il corso, ci imbattiamo nuovamente nei Funk Off che, utilizzando una piazzetta come palco, propongono, tra gli altri, un coinvolgentissimo brano, intitolato Funky Made In Vicchio, che di solito suonano soltanto durante i concerti on stage: come non fermarsi a ballare un po’ al ritmo di queste accattivanti note?
Durante la serata, torniamo al Palazzo dei Sette per applaudire il crooner Allan Harris e la sua band.
Eleganza e classe caratterizzano il suo repertorio, che va dal soul al blues, spaziando in una scaletta di brani standard graditissimi al pubblico.
Harris è una presenza familiare per il pubblico di UJ, che ha avuto modo di apprezzarlo diverse volte, sui palchi di Orvieto e di Perugia.
Propone, in questa occasione, anche alcuni brani tratti dal suo ultimo lavoro discografico, dedicato a The genius of Eddie Jefferson, uno degli inventori del vocalese, secondo il quale creava testi, cantava ed improvvisava sui grandi assoli del jazz.
Divertenti i siparietti musicali di Harris con il simpatico sassofonista Jessie Jones e coinvolgenti i duetti con la batterista Shirazette Tinnin, che, per coinvolgere ancor di più il pubblico, in un paio di momenti, si “perde” in assoli di grande effetto, realizzati sedendosi su di un cubo di legno, utilizzato come percussione.
Graditissimo l’omaggio di Harris all’Italia, che dice di amare particolarmente, con la dolcissima Non Dimenticar.
Cambio palco per l’ultimo concerto del giorno ed ecco nuovamente alla ribalta Nick The Nightfly, al secolo Malcom MacDonald Charlton.
Scozzese, vive in Italia dal 1982 ed è una delle inconfondibili voci di Radio Montecarlo, per la cui programmazione propone momenti di ottima musica, coniugata ad una ammiccante ironia ed approfondimenti culturali.
Si esibisce con il suo collaudato quintetto, che vede Amedeo Ariano alla batteria, Jerry Popolo al sax, Francesco Puglisi al basso ed il recente “acquisto” di Claudio Colasazza al pianoforte.
Propone brani tratti dal suo ultimo cd, “Be Yourself”, alternando pezzi più spensierati e ritmati, ad altri più vicini ad atmosfere soul.
Omaggia alcune città, raccontando il suo percorso tra viaggi, music club ed incontri amichevoli e professionali, con i brani omonimi: Paris, Chicago e Brazil.
Ed ancora Oh Lord, This Is The Life, Old Friends, Riding On A Train ed il meraviglioso standard The Shadow Of Your Smile.
Grande entusiasmo e coinvolgento da parte del pubblico presente, nonostante la tarda ora…sono circa le 2.00 quando termina la performance, tra applausi ed inviti ad un bis, che arriva con The Wind Of Change.

Pubblicata il 02/01/2019