Di Olindo Fortino


MELVINS

A Walk With Love And Death

Ipecac Recordings, 2017

A Walk With Love And Death

I Melvins di “A Walk With Love And Death” sono dei dannati paraculi. Il nuovo disco sarebbe il primo doppio della loro carriera quando in realtà si tratta di due lavori affatto diversi infilati nella stessa confezione. Il primo, denominato “Death”, riguarda nove tracce nel solco della consueta forma-canzone mentre il secondo, intitolato “Love”, funge da colonna sonora a un breve docufilm diretto da Jesse Nieminen, intitolato appunto “A Walk With Love And Death”. Nel caso fosse uscito solo il primo avremmo dato una bella pacca sulla spalla a King Buzzo e soci, contenti di ritrovarli a rimestare, bene o male, quella torbida minestra sonora che li ha resi un culto ancora oggi seguitissimo. Avessero pubblicato in separata sede il secondo, se lo sarebbero filato in pochi, e tra quei pochi solo i fan più irriducibili e completisti. Ecco, quindi, l’idea astuta e paracula di mettere i dischi insieme, una tantum, cosicchè alla colonna sonora un ascolto curioso, giocoforza, chiunque lo dovrà dare.

Suggeriamo tuttavia di non prendere sottogamba la soundtrack. Perché è proprio tra le sue quattordici tracce che alberga, vivo e vegeto, lo spirito libero, caustico e corrosivo del gruppo. Definibili come collage e bozzetti sperimentali di suoni, voci e rumori d’ambiente, i materiali di questo repertorio si lasciano ascoltare forse meglio di tanti dischi cosiddetti “difficili” imbottiti di field recordings, musica concreta, chilometrici bordoni a basse frequenze, pigolii strumentali e stridori cacofonici. In più non c’è alcuna pretenziosità intellettualoide, solo humor, follia e sana autoironia. Un guazzabuglio creativo che passa dallo space-noise flippatissimo di Street Level St. Paul e Halfway To The Bakersfield Mall ai power electronics su di giri di Eat Yourself Out e Pacoima Normal, dalle stranianti melodie di carillon di The Hidden Joice alle svitate evoluzioni beat-garage-rock di Give It To Me. Altro momento divertente (e demente) il jazzettino doo-wop e be-pop di Scooba, contrapposto agli acidi synth, beat impazziti e incubi elettronici di Park Head e T-Burg. Infine le anarcoidi Track Star e The Asshole Bastard, ulteriori numeri di grottesco nonsense vocale, percussivo e rumoristico. Sicuramente è in questi solchi che si annidano, in modo più consistente, lo zampino e il contributo di Joey Santiago, Tom Hazelmyer, Anna Waronker, Teri Gender Bender e James Bartlett, vecchi amici e ospiti citati nei credits dell’album.

Per altri aspetti “A Walk With Love And Death” rafforza il gemellaggio artistico con i veterani Redd Kross (gruppo di supporto nel già avviato tour americano di promozione all’album) incorporando il loro bassista Steve McDonald nella line-up del trio (soluzione di comodo che benchè indovinata suona come un’ulteriore paraculata). Personaggio allegramente svitato e musicista di calibro, McDonald potrebbe aver anche influito con il suo background nella rotta più “melodica” seguita dai Melvins nell’album standard. Dei nove pezzi che compongono “Death” solo otto sono nuovi di zecca mentre Euthanasia è il ripescaggio di un vecchio brano già conosciuto e ascoltato in “Dope-Guns-’N-Fucking In The Streets Volumes 4-7″, compilazione di autori vari pubblicata dalla benemerita Amphetamine Reptile nel 1990. La virata melodica di cui dicevamo è percepibile sia nel cantato nitido ma sempre psicopatico di King Buzzo sia nei toni e nei fraseggi della sua chitarra, metallicamente profonda e plumbea, aperta a sulfurei accordi lisergici che fanno di Black Heath e Sober-delic (Acid Only) due ottimi compromessi tra sludge e grunge di vecchio stampo. Tracce dei consueti riff pachidermici cucinati a fuoco lento restano solo nella già citata Euthanasia, in Edgar The Elephant e nell’articolata melassa stoner-metal di Cardboa Negro. I raddoppi vocali e l’acida frenesia punk-rock-pop di What’s Wrong With You? ammiccano in modo chiaro e spudorato ai Redd Kross mentre Cactus Party (in duetto con la cantante Teri Gender Bender de Le Butcherettes), Flaming Creature e il singolo Christ Hammer sono francamente fra i titoli più accessibili e anonimi del loro catalogo, roba a che se confrontata con il materiale inciso dai Melvins durante il vituperato periodo Atlantic fa rimpiagere album quali “Houdini”, “Stag” e “Stoner Witch”. Vitale e sbalestrato, “A Walk With Love And Death” offre perciò due facce della stessa medaglia. A voi decidere quale scegliere.

 

Voto: 7/10

Genere: Alternative Rock / Stoner-Metal-Sludge / Experimental Soundtrack

 

 

Musicisti:

King Buzzo – vocals, guitar, theremin, synth, assorted noise

Steven McDonald – bass, vocals

Dale Crover – drums, vocals

Anna Waronker – backing vocals

Teri Gender Bender – backing vocals

Joey Santiago – guitar

Tom Hazelmyer – guitar, vocals

James Bartlett – keyboards

 

 

Brani:

CD1 “Death”

01. Black Heath

02. Sober-delic (Acid Only)

03. Euthanasia

04. What’s Wrong With You?

05. Edgar The Elephant

06. Flaming Creature

07. Christ Hammer

08. Cactus Party

09. Cardboa Negro

 

CD2 “Love”

01. Aim High

02. Queen Powder Party

03. Street Level St. Paul

04. The Hidden Joice

05. Give It To Me

06. Chicken Butt

07. Eat Yourself Out

08. Scooba

09. Halfway To The Bakersfield Mall

10. Pacoima Normal

11. Park Head

12. T-Burg

13. Track Star

14. The Asshole Bastard

 

 

Links:

The Melvins

Ipecac Recordings


Pubblicata il 22/07/2017