INSERIRE LA PAROLA DA CERCARE
 
THE GOLDEN YEARS [ 01/06/2012 ]
ANNO: 2012
AUTORE: Trapist
EDIZIONE : Staubgold Records
REDATTORE : Olindo Fortino

 

Resuscitato dopo otto anni di silenzio, il trio composto da Martin Siewert (chitarra), Martin Brandlmayr (batteria) e Joe Williamson (contrabbasso) spinge drasticamente la sua peculiare proposta verso climi piu' astratti e introspettivi. Il nuovo The Golden Years e', infatti, un lavoro ancor meno malleabile e digeribile rispetto ai precedenti Highway My Friend (Hat Hut, 202) e Ballroom (Thrill Jockey, 2004). Bandite del tutto quelle labili strutture melodiche che pure affioravano qua e la' nel singolare lessico elettroacustico del vecchio repertorio, i ritrovati Trapist fermentano adesso rarefazione, rumorismo e silenzio con ferrea abnegazione e disciplina.


Da quest'ultimo punto di vista la caratteristica piu' appariscente delle quattro composizioni di The Golden Years e' quella di una radicalita' espressiva e improvvisativa che ripiega sulle solite dialettiche di timbro, tono e suono aleatorio istituzionalizzatesi negli ultimi cinquant'anni tramite l'opera di John Cage, Morton Feldman, Christian Wolff, David Tudor, Cornelius Cardew e di progetti sperimentali quali AMM e MEV. Diluito in un quietismo drone-ambient o rinvigorito da una ronzante coltre di elettricita' e feedback, il gioco dinamico di ritmo, percussioni ed effetti sintetici oscilla tra slanci pastoral-folk a la John Fahey (lo strumming chitarristico, evanescente e reiterato sui medesimi accordi, che contrassegna, dal principio alla fine, l'iniziale The Gun That's Hanging On The Kitchen Wall), temi dissonanti, modulari e catatonici (The Spoke And The Horse) o sciami cacofonici alternati a fruscianti effetti di spazzola, splash di piatti e tenui riflessi elettroacustici (Pisa).


Collocati alla fine, i quattordici minuti e passa di Walk These Hills Lightly hanno invece il merito di catturare l'attenzione per un flemmatico (e fantasmagorico) flusso sonoro. Tra sordi chiaroscuri percussivi, effetti siderali, sparuti rintocchi di vibrafono, microfrequenze digitali e arpeggi acustici il suono del contrabbasso cresce e assume la forma di una funerea cadenza blues. Un brano magico e ricco di suspense ma da solo insufficiente a fugare la sconcertante impressione di un progetto rimasto fermo al palo, qui esteticamente pedissequo, manieristico e a corto di idee.



Voto: 6,5/10

Genere: Impro / Electroacoustic



Musicisti:

Martin Siewert – electric guitar, acoustic guitar, electronics

Joe Williamson – double bass

Martin Brandlmayr – drums, percussion, vibraphone, synthesizers



Brani:

01. The Gun That's Hanging On The Kitchen Wall

02. The Spoke And The Horse

03. Pisa

04. Walk These Hills Lightly



Links:

Trapist: www.trapist.klingt.org

Staubgold Records: www.staubgold.com




e' ammesso solo 1 voto al giorno
questo disco ha avuto
VOTI : 5

I DISCHI PIU' VOTATI
VIDEO GALLERY
PHOTO GALLERY
NEWSLETTER
OFFICINAMUSICA - Giovanni Amato-Dario Deidda Duo
17/05/2013
MILETTI GREAT ALBUM TRIBUTE AWARDS - NAPOLI, 28 APRILE 2013
28/04/2013
Per essere aggiornato su eventi, recensioni, interviste... iscriviti alla nostra newsletter
NOME
EMAIL
iscriviti cancellati

Edito da Associazione Culturale Altrisuoni, via Padova 22 - 80143 Napoli c.f. 95077130631 - Registrazione Tribunale di Napoli n. 55 del 08.05.2008
 
sound contest © 2008 all rights reserved - Developed by Webprogram.it