Di Marco Vigliani


PIA TUCCITTO

Finalmente quel rock di una volta

Finalmente quel rock di una volta

Torna il rock romantico al femminile, con quella viscosità che graffia l’anima e che allo stesso tempo l’accarezza quanto basta per non lasciarla andare via. Si intitola “Romantica io” il nuovissimo disco di inediti di Pia Tuccitto, forse a ragione una delle pochissime rocker della scena underground italiana ancora capace di restituire quell’equilibrio delicatissimo che c’è tra il pop delle belle melodie e l’istinto verace del sapore elettrico, crudo e amplificato. Un disco che troviamo anche in una bella edizione in vinile 33 giri che finalmente, ci dirà l’artista emiliana, si libera dai vincoli discografici. E tra gli inediti troviamo anche qualche omaggio alla sua carriera e tra questi momenti spicca la sua storica “E…” quella canzone che nel 2004 ha reso celebre Vasco Rossi. Un dolcissimo disco di grande rock made in Italy…

 

 

 

Un nuovo disco. Parli di libertà discografica. A cosa alludi precisamente? 

Parlo di vincoli che t’impongono le case discografiche, i loro gusti e i loro tempi, dopo 15 anni di tutto ciò ho preferito la qualità alla popolarità.

 

Avere un contratto discografico ti ha sempre imposto forti limitazioni? 

Si, molte, soprattutto a livello artistico. Hanno cercato di farmi rientrare nel pop radiofonico, genere che non mi è mai appartenuto.

 

Oggi “Romantica io” lo troviamo anche in vinile. Ecco: torniamo alle origini. Per te cosa ha significato il vinile? 

Sono nata negli anni ’60, sono nata con il vinile, credo che non ci sia emozione più grande che ascoltare la mia musica così. Questo album è stato prodotto insieme a due produttori importanti: Frank Nemola e Luca Bignardi.

Da buona rocker anni ’90 – che è quello l’immaginario a cui mi riconduci spesso – il suono del vinile? Un oggetto oggi di moda o di cultura secondo te? 

Credo che solo chi ama la qualità capisce, non credo che sia di moda per chi lo fa.

 

Un disco che porta la tua firma anche sui disegni di copertina. L’ho trovato l’ennesimo segnale di libertà. Far tutto come si vuole, anche questo… 

È nato tutto per caso, stavo dipingendo una maglia ed è uscita “La Rocker” dalle mie mani, mi assomigliava per la semplicità… aveva un’anima e così l’ho resa protagonista di tutte le 11 canzoni dell’album.

 

A chiudere: com’è stato ricantare la tua “E…”? 

L’ho sempre cantata ai miei concerti dalla fine degli anni ‘90 ad oggi, ho seguito il consiglio del mio amico Nicola Lospericolato, realizzata metà a Shanghai e metà a Bologna e prodotta insieme a me da Luca Bignardi, ma non la considero la mia canzone più bella.


Pubblicata il 14/03/2020