Di Marco Vigliani


KATIA PESTI

Il suono di un lungo viaggio sensoriale

Il suono di un lungo viaggio sensoriale

Dagli abissi fin su nel cielo passando per la terra e l’aria, il vento, la luce e il significato di tutte le cose. Potremmo continuare fino a che non si consumerebbe ogni pagina del nostro vocabolario per poi scoprire che ognuna delle parole scelte è ben accostata all’opera compositiva di Katia Pesti. Pianista toscana, principalmente pianista per quanto il suono del pianoforte spesso prenda derive di contaminazione, venga “preparato” a restituire altro agendo proprio sulle corde nascoste nella sua pancia. E poi le percussioni come elemento spesso portante, non solo nel significato ma anche e soprattutto nella motivazione spirituale che porta ogni composizione di questo disco ad unirsi e ad accogliere la successiva. La RadiciMusic di Aldo Coppola Neri produce e pubblica questo nuovo disco di Katia Pesti dal titolo “Abyss”, un nuovo lavoro che nell’infinito ricamo del suono ospita anche Gabin Debirè e Elaine Trigiani per dei camei vocali assai incisivi. Il consiglio all’ascolto e all’immersione.

 

 

 

Un nuovo disco, complesso, intenso, visionario. Secondo te “Abyss” è un disco in cui rincorrere le sensazioni o le immagini?

Hai presente quel leggero fruscio di un vinile a 33 giri? Ecco lì c’è Abyss.

 

Gli scenari sono 4: gli abissi, la terra, il cielo e il vento. Esiste un percorso obbligatorio? Dal cielo agli abissi oppure il contrario?

Ho riunito i brani in quattro sezioni. Dal mio punto di vista “gli scenari” rivelano la fonte di ispirazione.

Diciamo che la progressione dei titoli può portare a pensare ad un’ascesa (dagli abissi al vento), ma non è nelle mie intenzioni creare percorsi obbligati.

 

La tua carriera è anche costellata di musica classica o sbaglio? Due facce della stessa medaglia oppure stai contrapponendo normalità a trasgressione.

Ho studiato il pianoforte classico per poi trovare negli altri generi fonte di conoscenza e arricchimento… la musica crea un accesso immediato alla fantasia e permette di realizzare i propri sogni. La mia musica nasce dal desiderio di realizzare il sogno che si presenta nei vari momenti della mia vita.

Come finisci tra le grinfie della RadiciMusic? Il loro catalogo è assai impegnato verso una ricerca musicale di qualità. Chi ha incontrato chi?

Ho conosciuto Aldo Coppola Neri qualche anno fa in occasione di un mio precedente progetto discografico e da lì è partito tutto. Abyss è finito così nelle grinfie di Aldo Coppola Neri e Stefania Cocozza, persone uniche con speciali grinfie! Stefania Cocozza ha girato e montato il bel video promozionale di Abyss: Humanity is divergent.

 

Per chiudere esiste un dialogo che ti inviterei a sottolineare nella musica di Katia Pesti: il piano incontra le percussioni. Non è così?

È un divertissement! Sovrappongo un contrappunto ritmico al fraseggio pianistico, che eseguo con varie percussioni simultaneamente al pianoforte.

Il passaggio dal tasto del piano alla superficie della percussione avviene nell’istante in cui si sviluppa la risonanza: il pedale del pianoforte diventa ponte di collegamento e punto di transizione. La mano, o il battente della percussione, invece, mette in relazione il peso da distribuire sulla percussione con quello del tasto del piano. La qualità timbrica è determinata dal tocco.


Pubblicata il 03/05/2018