Di Marco Vigliani


FANCIES

Il pop incontra la montagna

Il pop incontra la montagna

Dopo il tormentone estivo “Al di là dell’Africa”, che in grande misura cercava di rispondere al fenomeno The Giornalisti, i Fancies pubblicano una trilogia di singoli in cui mescolano assieme le timide seduzioni della montagna al pop d’autore di cui sono padroni. Ed eccoci in questi video in cui la band siciliana si produce in una rivisitazione altra, più intima e sussurrata quasi a rendere omaggio alla pace della natura che li circonda. E, forse, non è un caso che il colore delle loro “divise” di scena sia tenue come a richiamare quella religione figlia dei fiori… ma solo un richiamo, s’intenda, visto che il taglio dei vestiti poi tradisce una cultura industriale di questo presente. Dunque è ai piedi del Monte Pellegrino, dentro la Real tenuta della Favorita di Palermo che i Fancies ci regalano tre singoli di cui l’ultimo è proprio “La tua ombra”.

 

 

Nuovo video della trilogia di live session. Si chiude un percorso che vediamo raramente affrontare anche da altre band. Secondo voi perché?

Oggi le modalità di uscita discografica tendono a riflettere il più possibile i formati che commercialmente rendono di più, come ad esempio l’uscita di più singoli a brevissima distanza l’uno dall’altro. La nostra scelta di creare una live session/trilogia che sfocia con un nuovo brano all’interno della stessa è dettata invece dal naturale desiderio di riassumere un percorso donando al pubblico, in questo caso con “La tua ombra”, un segnale ricercato di crescita e novità.

 

Da dove nasce questa idea? Curioso incontro tra il pop e la montagna…

“La tua ombra” ci ha ispirati nella costruzione dell’intera live session, dalla location all’orario delle riprese, dai colori agli arrangiamenti di Al di là dell’Africa e Tropicale. Tutto è stato pensato per esaltare al massimo la sensibilità di questo brano. Volevamo un’atmosfera il più possibile naturale e incontaminata, quasi boschiva, in cui l’ombra potesse lentamente cedere il passo alla luce delicata dell’alba.

 

Il vostro abito di scena è come una divisa, un’uniforme… bianca a dispetto delle ombre… hai un significato particolare?

In realtà è grigio super chiaro! Era un modo per dare risalto alla musica ancora più che a noi e fare un passaggio graduale dai nostri colori pastello a questa nuova parte di noi e i vestiti dovevano essere coerenti con questo cambiamento. Non abbiamo abbandonato il colore, ma scelto di averlo intorno a noi ed il miglior modo per esaltare i colori della natura. Abbiamo lavorato con il nostro management Indigo e quindi esposto le nostre idee ai ragazzi di Marlon Vintage Store che hanno disegnato e poi realizzato dei capi che si adattassero allo stile di ciascuno di noi, pur mantenendo un filo conduttore dato dal tessuto e dal colore.

 

Tecnicamente com’è stato realizzato questo live?

Abbiamo voluto utilizzare un set minimale di strumenti per integrarci al massimo con la natura ma, nonostante gli arrangiamenti abbiano un’anima legnosa, abbiamo scelto di non abbandonare la nostra sfera elettronica, raggiungendo così un sottile equilibrio tra digitale e acustico, tra urban e wild.

Grazie al lavoro coordinato tra i ragazzi di Indigo, che si sono occupati dalle registrazioni audio e successivamente di mix e mastering, e il nostro regista Riccardo Borsellino, siamo riusciti ad ottenere un bel prodotto che nasconde bene tutte le difficoltà del registrare musica in mezzo alla natura.

Avete pensato di pubblicare queste versioni?

Tutte e tre le versioni sono già disponibili all’ascolto su Youtube, a breve saranno disponibili anche su Spotify e tutte le altre piattaforme di streaming musicale online!

 

Ed è stato fatto un vero e proprio live con il pubblico?

Avevamo bisogno di rivelare una parte più intima di noi stessi ed è stato quasi terapeutico…


Pubblicata il 28/10/2019