Image gallery

Di Mario Catuogno by SpectraFoto


Oumou Sangaré @ Festival Ethnos XXII Edizione 2017

Oumou Sangaré @ Festival Ethnos XXII Edizione 2017

Oumou Sangaré è una cantante e musicista maliana. Nata a Bamako, capitale del Mali, è l’interprete principale del genere wassoulou, che si basa su antiche tradizioni africane. A 18 anni è partita per un tour in Europa e nei Caraibi con un gruppo folk e a 21 anni ha debuttato con l’album “Moussolou”, riscuotendo un forte successo. Nel 1995 si è esibita con Baaba Maal, Boukman Eksperyans e altri artisti. Nel 1998 è stata commendatore dell’Ordre des arts et des lettres e nel 2001 è stata insignita dell’International Music Council/Unesco Music Prize per il suo contributo all’“arricchimento e allo sviluppo della musica, della pace, della comprensione tra popoli e della cooperazione internazionale”. Nel 2003 è stata nominata ambasciatrice della FAO. Da sempre si batte per i diritti delle donnea soprattutto africane, contro i matrimoni combinati e la poligamia, un’autentica portavoce della sua generazione e delle donne in generale. Oumou e’ molto di più di una semplice “cantante”. Ascoltarla sul palco allestito all’interno di Villa Vannucchi a San Giorgio a Cremano, nell’ambito della XXII Edizione di Festival Ethnos, diretto da Gigi Di Luca, è stata una vera e propria emozione anche vista l’eccezionalità dell’evento in quanto, come affermato dallo stesso Direttore Artistico durante la presentazione del concerto, è la prima data in Italia di tale Artista, in Italia per due sole tappe del suo Tour, il festival Ethnos, appunto, e l’Ame Festival di Catania, due occasioni per conoscere la cantante che a fine ottobre sarà a Katowice, in Polonia, per ritirare il Womex Artist Award, prestigioso riconoscimento nell’ambito della musica etnica.

Dieci gli album della cantante finora pubblicati, l’ultimo “Mogoya” è un omaggio alla tradizione del wassoulou (genere musicale dell’omonima regione a sud di Bamako) senza rinunciare alla contaminazione. Infatti sul palco agli strumenti e percussioni della tradizione africana come il Kamele n’goni (arpa) e il calabash ci sono strumenti come chitarre elettriche, tastiere e sunth, oltre ad una batteria scatenata sui ritmi africani.

Nello spazio adibito al concerto è subito sold out, con tantissimi spettatori (quasi un centinaio) rimasti purtroppo fuori ai cancelli (tantissimi giovani Maliani provenienti quasi tutti dalla provincia di Napoli e Caserta) perché, per motivi di sicurezza, da sempre i concerti del Festival Ethnos (gratuiti) sono ad esaurimento posti, ma l’organizzazione ha avuto poi modo di permettere l’accesso a tutti in modo tale da poter fruire del concerto anche nella piccola arena della Villa, e il gesto è stato apprezzato dalla stessa cantante, che a fine concerto ha invitato proprio una decina di questi ragazzi a cantare e ballare con lei sul palco, mentre in tantissimi già da metà concerto erano già sotto palco a scatenarsi in danze e canti africani. Il concerto iniziato con “Kamelemba” (che esorta le ragazze a cautelarsi dalle maternità precoci) durante il quale lo ngoni dialoga con naturalezza con la chitarra elettrica e il synt, e “Kounadia”, è proseguito con due brani molto particolari, uno dedicato alla figura materna “Minata Cjaraba” e l’altro “Yere Faga” (scritta pensando alla piaga dei suicidi), fino alla scatenatissime “Fadjamou” e “Yala” con la quale ha concluso il concerto con tutto il pubblico scatenatosi a ballare dal ritmo travolgente della musica di Oumou Sangaré.

 

 


Pubblicata il 03/10/2017