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Di Mario Catuogno by SpectraFoto


Kenny Barron: il mito del pianismo internazionale ad Avellino

Kenny Barron: il mito del pianismo internazionale ad Avellino

Domenica 29 aprile nel penultimo appuntamento di una fortunatissima rassegna, organizzata dall’Associazione “I Senzatempo” di Avellino e diretta da Luciano Moscati, che ha visto alternarsi sul palco dell’Hotel de la Ville i più grandi artisti del panorama jazzistico italiano ed internazionale, un grande Maestro del piano jazz Kenny Barron in “Piano Solo”.

Pianista, compositore e arrangiatore, Kenny Barron iniziò a suonare a livello professionale quando era ancora ragazzo, nell’orchestra di Mel Melvin.

A soli sedici anni si trovò ad accompagnare John Coltrane, prima di collaborare con i fratelli Percy e Jimmy Heath, Lee Morgan e Philly Joe Jones.

Nel 1960 entrò nel gruppo di Yuseef Lateef e l’anno successivo accompagnò il veterano sassofonista James Moody a New York, dove nel frattempo si era trasferito. Moody lo raccomandò a Dizzy Gillespie (in cerca di un nuovo pianista per sostituire Lalo Schifrin), che lo assunse senza nemmeno averlo ascoltato suonare.

Nella band di Dizzy Gillespie, in cui rimase cinque anni, Barron sviluppò un particolare interesse per i ritmi latini e caraibici.

Fra gli anni ’60 e ’70, Kenny Barron fu il pianista delle formazioni di Stanley Turrentine, Freddie Hubbard, Jimmy Owens e Milt Jackson. Alla fine degli anni ’70, dopo essere tornato a suonare con James Moody, entrò nei gruppi di Buddy Rich e di Ron Carter, quindi formò il gruppo degli Sphere, nati come tributo a Thelonious Monk. Intanto, spinto da Yuseef Lateef, terminò la laurea in musica all’Empire State College. Gli anni ’80 per Barron sono stati segnati dalla felice collaborazione con il sassofonista Stan Getz, dai tour con il suo quartetto e le numerose incisioni.

 

 

 

Negli ultimi anni si sono moltiplicate ulteriormente le collaborazioni, come quelle con Roy Haynes, Charlie Haden, Regina Carter. A partire dal 1992, è stato nominato ripetute volte ai Grammy Awards e per l’American Jazz Hall of Fame. Inoltre, Barron vince costantemente i sondaggi indetti da riviste specializzate come Downbeat, Jazz Times e Jazziz.

Kenny Barron ha all’attivo anche una lunga carriera di insegnante (presso la Rutgers University nel New Jersey e la Manhattan School of Music).

Seppur 74enne, il suo stile è ancora inconfondibile, incisivo e brillante. Ha emozionato tutto il pubblico presente con un repertorio che ha spaziato dalle più belle composizioni di George Gershwin, Thelonious Monk, Sonny Rollins, solo per citare alcuni tra i più grandi maestri jazz di ogni tempo. Barron ha una capacità ineguagliabile di incantare il suo pubblico con il suo suono elegante, che racchiude una rara bellezza armonica e melodica dove prendono forma sorprendenti intrecci sonori e ritmi contagiosi. Aver partecipato al concerto organizzato da “I Senzatempo” è stata un’esperienza emozionante, che ha confermato ancora una volta quanto l’arte di tale maestro del pianoforte sia davvero inarrivabile. A giusta ragione il “Los Angeles Times” lo ha definito “uno dei migliori pianisti jazz del mondo” e “Jazz Weekly “il pianista più lirico del nostro tempo”.

Annamaria De Crescenzo


Pubblicata il 03/05/2018