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Di Mario Catuogno by SpectraFoto


JOHNNY O’NEAL: la leggenda del jazz newyorkese al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA)

JOHNNY O’NEAL: la leggenda del jazz newyorkese al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (NA)

Venerdì 29 marzo il Teatro Summarte, nell’ambito della rassegna “Jazz & Baccalà” ha ospitato il pianista e cantante afroamericano Johnny O’Neal Trio composto dallo stesso O’Neal al pianoforte e alla voce, da Mark Lewandowski al contrabbasso e Itay Morchi alla batteria,  unica data in Campania del suo tour italiano che lo ha visto esibirsi al famoso Blue Note di Milano e all’Alexanderplatz di Roma in concerti che sono stati degli autentici successi di pubblico con sold out in ogni data. 

“The talk of the town” è il soprannome che i jazz club della Grande Mela hanno affidato a Johnny O’Neal, vera e propria leggenda vivente del jazz newyorkese, considerato uno dei “segreti musicali” più interessanti di New York, la metropoli che lo ha scoperto e salvato.

Nato a Detroit, classe 1956, arrivò a New York all’inizio degli anni Ottanta e, ancora giovanissimo, ha collaborato con Clark Terry e i Jazz Messengers di Art Blakey, per poi guadagnare un ingaggio al prestigioso Blue Note che lo portò a suonare con Dizzy Gillespie, Kenny Burrell, Ray Brown e Milt Jackson e altri grandi nomi del jazz d’oltreoceano.

Nel 1986 lasciò New York e scomparve per oltre due decenni dalle scene musicali, esibendosi poco e dovendo affrontare gravi problemi di salute. Qualche anno fa, dal momento della sua ricomparsa a New York, la sua storia ha ripreso l’originale percorso riscoprendosi non solo un abile musicista ma anche un valido cantante e artista a tutto tondo, capace di incantare il pubblico col suo talento poliedrico, un misto tra crooner e intrattenitore.

Johnny O’ Neal è oggi un artista molto considerato anche in Europa. Infatti, a seguito della realizzazione del CD “O’Neal Is Back”, prodotto da Giulio Vannini con la partecipazione di varie associazioni ed enti tra i quali il Piacenza Jazz Club, ha svolto ben tre tour europei e nello scorso dicembre è stato ospite d’onore all’Olympia di Parigi nella serata organizzata dalla Radio TSF Jazz.

 La tecnica di Johnny O’Neal è pregevole e il suo stile si pone in equilibrio tra il linguaggio del Be-Bop e i pianisti di tradizione. Oggi il pianista è un vero intrattenitore, tra swing, jazz, tradizione, blues e aneddoti; un vero cantastorie del mondo della musica, come solo i più grandi sanno fare, dopo una vita passata nel Jazz della grande mela, in quella comunità che l’ha aiutato a tornare in scena con il successo di sempre

Annamaria De Crescenzo

 


Pubblicata il 01/04/2019