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Di Mario Catuogno by SpectraFoto


Enzo Gragnaniello guest star Dulce Pontes – “Neapolis Mantra” @Teatro Augusteo, Napoli

Enzo Gragnaniello guest star Dulce Pontes – “Neapolis Mantra” @Teatro Augusteo, Napoli

Enzo Gragnaniello guest star Dulce Pontes in “Neapolis Mantra” al Teatro Augusteo di Napoli.

Da molti definito come un cantante dell’anima, dalle mille emozioni, vero volto di una Napoli vera, dai mille volti, a volte arrabbiata e ribelle, a volte dolcissima e poetica, Enzo Gragnaniello ha riscosso un notevole successo, ieri sera al Teatro Augusteo con il suo concerto “Neapolis Mantra”. Un progetto speciale creato per “ricordare la vera missione della musica, quella di entrare a contatto con la parte più profonda dell’ascoltatore e di emozionarlo”, queste le parole dell’Artista. La sua musica, infatti, è l’espressione delle sue emozioni e  con  la sua voce roca, il suo infinito desiderio di “vivere” di musica, rende questo progetto un mezzo per esplorare le profondità dell’anima, portando al pubblico sentimenti come poesia, gioia, ma anche dolore o smarrimento nelle tantissime canzoni del suo repertorio sia di successi di qualche anno fa come degli ultimi proposti in “Misteriosamente”, come “Vieneme”, “Mare”, “Misteriosamente”, “Vasame”, “Passione” o l’applauditissima “Cu mme” e “Indifferentemente” e tante altre. Sul palco, oltre i suoi fidatissimi musicisti e un quartetto di archi, la grande sorpresa della serata è stata Dulce Pontes, meravigliosa interprete e autrice del fado, forse la voce più alta di tale genere musicale. Al suo arrivo in scena, Enzo Gragnaniello le lascia il palco per farla esibire al piano in uno straordinario brano e subito dopo nell’interpretazione in una delle canzoni che l’hanno fatta conoscere al mondo intero “Cançao do mar” e poi in duetto in “O Mare e tu” con l’Artista stesso, applauditissimi da tutto il pubblico in sala.

Nel finale, altra sorpresa, in anteprima assoluta “Lo chiamavano vient’ ‘e terra” praticamente un brano autobiografico che parla di come lui stesso, ribelle e rivoluzionario, sia cambiato con la maturità fino a credere che l’unico modo per poter fare una rivoluzione sia solo attraverso le emozioni e la musica.

 

 

 


Pubblicata il 16/03/2017