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Di Mario Catuogno by SpectraFoto


Dominic Miller chiude la stagione musicale dell’Associazione “Senzatempo Club del Jazz” di Avellino

Dominic Miller chiude la stagione musicale dell’Associazione “Senzatempo Club del Jazz” di Avellino

L’ultima serata dalla Rassegna musicale di questa edizione 2017/2018, organizzata e diretta da Luciano Moscati dell’Associazione “Senzatempo Club del Jazz” di Avellino, oltre ad ospitare l’esibizione della “Young Orchestra Jazz Campana”, diretta dal Maestro Matteo Franza, e del Trio jazz composto da Piergiorgio Farese (chitarra), Bruno Fontana (piano) e Enzo di Somma (contrabbasso), ha ospitato il chitarrista Dominic Miller.

Nato in Argentina da padre americano e madre irlandese, è cresciuto negli Stati Uniti dall’età di 10 anni per poi passare agli studi in Inghilterra. Ora vive in Francia, anche se ha fatto il giro del mondo negli ultimi tre decenni.

Nell’arco della sua carriera, Dominic Miller ha collaborato con musicisti di primo piano come Bryan Adams, The Chieftains, Tina Turner, Rod Stewart, The Pretenders, Paul Young, Level 42, Steve Winwood, Peter Gabriel, Phil Collins, Richard Wright e Sting.

La sua prima esperienza musicale di un certo livello avviene nel 1989, nell’album “But Seriously” di Phil Collins, al quale segue quella con Sting in “The Soul Cages” del 1991. Da qui inizia una collaborazione pluriennale con l’ex bassista dei Police.

La sua produzione solistica ha inizio nel 1995 con “First Touch” e prosegue con “Second Nature” del 1999 e “Nel Dawn” (insieme a Neil Stacey) del 2002. Dello stesso periodo è anche “Shapes”, che contiene brani di matrice classica. Nel 2004 è uscito “Third World” e nel 2006 “Fourth Wall”. L’ultimo lavoro discografico in ordine di tempo è l’album dal titolo “Silent Light” del 2017, in cui il chitarrista suona 10 brani inediti e interpreta Fields of Gold di Sting.

La serata a lui dedicata della rassegna è stata l’occasione per poter presentare al pubblico il nuovo disco di Miller Silent Light, il primo nel quale esordisce in solo con l’accompagnamento di percussioni (Miles Bould) e basso (Nicolas Fiszman) ed è ispirato da vari stili musicali e compositivi diversissimi fra loro.

Nel disco c’è un’influenza latina molto forte in pezzi come Baden (dedicato al chitarrista-compositore brasiliano Baden Powell), atmosfere parigine da inizio ventesimo secolo in Le Pont, melodie celtiche in Valium oltre ad un’emozionante versione strumentale di una delle ballate più famose di Sting Fields of Gold. E’ chiara l’amicizia con Manfred Eicher, fondatore di ECM e produttore di “Silent Night” e l’attenzione ai suoi idoli musicali Egberto Gismonti e Pat Metheny, che hanno ispirato il groove presente in American Feel. Lo stile acustico di Pat Metheny è presente in maniera fortissima in brani come Angel e Tisane mentre l’idea di abbinare la musicalità delle chitarre al ritmo delle percussioni è ispirato allo stile di Duaz Vozes, il brano che Gismonti creò insieme al percussionista brasiliano Nana Vasconcelos. Grazie anche al talento di Bould e Fiszman, brani come Baden, What you Didn’t Say , Water e En Passant diventano dei brani di grandissimo fascino, grazie anche al virtuosismo di Miller che conquista il pubblico presente.

Un vero e proprio capolavoro la versione acustica del successo mondiale, cantato da Sting ma musicato da Miller Shape of My Heart, accolto da un lunghissimo applauso e che fa ben sperare che anche il nuovo album avrà sicuramente il successo che un musicista cosi di altissimo livello ha il diritto di avere.

A metà serata lo stesso Dominic Miller ha invitato sul palco Rino De Patre, chitarrista e compositore abbruzzese a suonare in duo il brano Do you want me che ha letteralmente conquistato il numeroso pubblico presente. Rino De Patre, dallo stile compositivo molto intenso e suggestivo, ha pubblicato un primo album “The dawn of my heart” grazie al quale ha raccolto consensi da critici, compositori e musicisti di livello internazionale come Giorgio Gaslini, Paolo Fresu e lo stesso Dominic Miller. Con quest’ultimo De Patre si è incontrato 10 anni fa al Festival di Novara, Miller era tra il pubblico del festival ed ascoltandolo suonare lo ha voluto incontrare e suonare in quell’occasione con lui. Da tale occasione è nata un’amicizia e una collaborazione professionale tra i due chitarristi al punto tale che Miller ha voluto registrare due brani del prossimo disco di De Patre in uscita nei prossimi mesi.

Non ci resta che dare l’appuntamento a tutti gli appassionati di jazz alla prossima stagione de “I Senzatempo” di Avellino.

Annamaria De Crescenzo

 


Pubblicata il 15/05/2018