Di Annamaria De Crescenzo


SIMONA DE ROSA

Napoli vista da NewYork

Napoli vista da NewYork

A distanza di un anno dal primo disco con l’Inside Quartet, la cantante partenopea Simone De Rosa incide durante l’autunno del 2013 “My Travel”, album arrangiato dalla penna e l’estro del Maestro Gennaro Esposito; un tributo alla città di Napoli e alla poesia/musica campana che rende sempre meno distante Simona alle sue radici. L’album viene presentato in diversi stati americani e festival e le consente di ricevere un premio dall’AIAE Association per la divulgazione della musica napoletana negli Stati Uniti. Simona da gennaio 2013, infatti, si è trasferita stabilmente a New York per frequentare un “Master in Jazz Performance” presso la Aaron Copland School of Music.

Come dichiara la stessa Simona, che e’ fiera della sua napoletanità, la musica della nostra terra ha tradizioni antiche ed importanti, fa parte del suo forte attaccamento alle sue radici e quindi è da portare al mondo intero nella sua bellezza ed importanza.

Il nuovo disco sara’ presentato ufficialmente in Italia alle fine di maggio e durante il concerto di sabato 24 aprile con il Scannapieco Trio al Pub Brasserie “Acqua e Fuoco” di Campagna (SA) e’ stato presentato in anteprima nazionale.

Il disco presenta, oltre a due brani dedicati a Salvatore Antonio Guaragna (che con il nome di Harry Warren fu per 35 anni, dal 1923 fino al 1959, uno dei massimi compositori di Hollywood), alcuni degli standard piu’ famosi del repertorio jazz internazionale ed e’ prodotto da Peppe Reale, da decenni un grandissimo conoscitore ed estimatore di jazz, nonche’ tra i fondatori del Music Art, uno dei jazz club piu’ importanti di Napoli.

 

Durante il concerto, dopo la presentazione del Tommaso Scannapieco Trio, arricchito della presenza di Daniele Scannapieco al sax, Simona De Rosa ha conquistato il pubblico presente con la sua straordinaria voce e la sua simpatia e verve da “napoletana di New York”. Dopo i due brani dedicati a Harry Warren (“We’ll be together again” e “I only have eyes for you”) Simona fa un omaggio a Sarah Vaughan con “Vanity”, dando prova della sua straordinaria bravura. Poi diversi brani (“Good Morning Harthache”, “Just in Time”, “The more I see you”) grazie ai quali la voce e la bravura dei musicisti del Trio ci riportano all’atmosfera dei grandi jazz club.

In particolar modo in “Just in Time” il sax di Daniele Scannapieco rende il brano un capolavoro assoluto. Oltre ai brani jazz, vengono presentati altri due brani, il primo scelto tra quelli piu’ celebri della musica latina come “Historia de un amor”, cantata davvero con il cuore, e “God bless the child” nel quale Simona De Rosa dimostra di avere anche una voce e un’anima “black “ senza rivali.

Dopo due bis richiesti a gran voce dal pubblico presente, Simona saluta con “oltre al successo e’ necessario sentirsi a casa, essere abbracciati dal calore di una famiglia. E stasera qui il mio successo e’ stato quello di piacere al mio pubblico che mi ha fatto sentire in FAMIGLIA”.

 

Studiare a New York, infatti, impone anche grandissimi sacrifici emotivi, in quanto come spesso ha ripetuto durante l’intervista, N.Y. e’ una citta’ di solitudine visto che sono tutti orientati solo ed esclusivamente al lavoro e alle proprie ambizioni professionali e non e’ certo una citta’ per persone fragili. Nonostante ciò le ha regalato la possibilita’ di rapportarsi con insegnanti di grandissimo livello. E’ così che nascono amicizie e collaborazioni in campo musicale e si impara anche la difficile arte di “gestire il business nel campo musicale”.

 

Simona De Rosa con Tommaso Scannapieco Trio
special guest Daniele Scannapieco§
24 aprile 2015

Brasserie “Acqua e Fuoco” – Campagna (SA)


Pubblicata il 26/04/2015